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11/11/2025

Nel panorama dell’energia solare italiana, il Conto Termico 3.0 rappresenta una delle novità più rilevanti del 2025.
Con il nuovo aggiornamento normativo, il Governo amplia la platea degli incentivi per chi sceglie di puntare su tecnologie rinnovabili, introducendo finalmente un sostegno concreto anche per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici.
Ma la vera svolta è un’altra: non si tratta di detrazioni fiscali, ma di contributi a fondo perduto, cioè somme erogate direttamente sul conto corrente dei beneficiari.
Un cambio di paradigma che può rendere il fotovoltaico ancora più conveniente, in particolare per chi punta su impianti con sistemi di accumulo o su progetti collettivi come le comunità energetiche rinnovabili (CER).
Il Conto Termico 3.0 entrerà ufficialmente in vigore il 25 dicembre 2025, novanta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 26 settembre 2025).
Nel frattempo, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sta definendo le regole operative che stabiliranno nel dettaglio modalità, tempistiche e procedure per accedere agli incentivi.
La principale novità riguarda l’inclusione degli impianti fotovoltaici tra le tecnologie incentivate.
Le precedenti versioni del Conto Termico erano limitate agli impianti solari termici, cioè quelli destinati alla produzione di acqua calda per uso sanitario o riscaldamento.
Con la versione 3.0, invece, anche la produzione di energia elettrica da fonte solare diventa ammissibile, a condizione che l’intervento contribuisca a migliorare l’efficienza energetica complessiva dell’edificio.
In altre parole, gli incentivi non si limitano alla semplice installazione di pannelli fotovoltaici, ma si inseriscono in una logica di riqualificazione energetica integrata.
Una delle innovazioni più significative del Conto Termico 3.0 riguarda l’ampliamento dei soggetti che possono richiedere i contributi.
Oltre ai cittadini e ai proprietari di abitazioni, gli incentivi diventano accessibili anche a:
L’estensione della platea dei beneficiari ha un obiettivo preciso: stimolare la diffusione capillare del fotovoltaico in Italia, favorendo la nascita di reti energetiche condivise e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
La conseguenza naturale di questo ampliamento è duplice: da un lato, più impianti installati e maggiore produzione di energia solare; dall’altro, un risparmio strutturale sulle bollette elettriche, sia per i singoli utenti che per i gruppi di autoconsumo collettivo.
Non tutte le spese per l’efficientamento energetico possono beneficiare dei contributi.
La normativa individua con precisione le voci di costo ammissibili, in particolare per gli impianti fotovoltaici con accumulo, cioè dotati di batterie per lo stoccaggio dell’energia prodotta in eccesso.
Rientrano nel Conto Termico 3.0:
Il contributo a fondo perduto può coprire fino al 65% della spesa sostenuta, rendendo l’investimento molto più accessibile rispetto alle classiche detrazioni fiscali.
Un altro vantaggio è che il Conto Termico 3.0 non prevede scadenze di budget come i bonus fiscali o le detrazioni a tempo.
Questo significa che chi presenta un progetto conforme ai requisiti potrà accedere agli incentivi in qualsiasi momento, fino a esaurimento delle risorse complessive del fondo gestito dal GSE.
Accedere agli incentivi del Conto Termico 3.0 richiede una procedura più semplice rispetto al passato, ma con alcuni passaggi fondamentali da rispettare.
Il termine per la presentazione della domanda viene esteso da 60 a 90 giorni dalla conclusione dei lavori.
La richiesta può essere presentata:
Per ottenere il contributo sono necessari:
Il GSE, una volta approvata la pratica, eroga direttamente sul conto corrente del richiedente la quota spettante, rendendo l’incentivo immediato e tangibile, non un credito fiscale da recuperare in anni.
Pur essendo uno strumento efficace per chi punta alla riqualificazione energetica della propria abitazione, il Conto Termico 3.0 non è sempre la soluzione più adatta.
Chi non può o non vuole sostenere la spesa iniziale per un impianto fotovoltaico con accumulo può comunque partecipare alla transizione energetica e beneficiare del risparmio legato all’energia solare attraverso un modello alternativo: i parchi solari condivisi.
I progetti di fotovoltaico condiviso rappresentano una formula innovativa di investimento nell’energia green.
Progetti come quelli promossi da GridShare consentono di acquistare quote di grandi impianti fotovoltaici dislocati sul territorio nazionale, anche senza possedere un tetto o un terreno dove installare i pannelli.
Chi partecipa a un parco solare riceve una quota dei proventi generati dall’energia prodotta, sotto forma di sconto in bolletta o rendimento economico.
Non serve occuparsi di burocrazia, manutenzione o connessione alla rete: tutto viene gestito in modo centralizzato e trasparente. Inoltre si può beneficiare di divers incentivi fiscali.
Per molti utenti, i campi solari condivisi rappresentano una soluzione pratica per partecipare alla rivoluzione del fotovoltaico, senza complessità tecniche né spese elevate.
Il Conto Termico 3.0 segna una svolta importante nella strategia italiana di sostegno alle energie rinnovabili.
Grazie ai contributi a fondo perduto, l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo diventa più conveniente, favorendo la diffusione di soluzioni di energia green nelle case, nei condomini e nelle comunità energetiche rinnovabili.
Per chi cerca una via più immediata e senza burocrazia, i parchi solari condivisi restano l’alternativa più semplice per entrare nel mondo del fotovoltaico e ridurre la spesa energetica. In entrambi i casi, la direzione è la stessa: un’Italia sempre più efficiente, sostenibile e alimentata dal sole.