GridShare, nelle parole dei founder
Quali sono i fattori chiave che hanno determinato il successo del progetto GridShare, secondo il founder
Quando si parla di un progetto innovativo, spesso la persona più adatta a raccontarlo è chi lo ha ideato. Nel caso di GridShare, il founder Giovanni Maria Antignani rappresenta una chiave di lettura essenziale: attraverso le sue parole emerge non solo l’idea alla base dell’azienda, ma anche il modo in cui il modello è stato validato dagli investitori, la visione sul rapporto tra cittadini ed energia e i criteri con cui vengono selezionati i progetti di parchi solari condivisi.
Il nucleo del progetto è semplice da intuire, ma rivoluzionario negli effetti: rendere il fotovoltaico accessibile, trasformando l’energia da costo inevitabile a possibile fonte di profitto. Una prospettiva che sta acquisendo sempre più attenzione nell’attuale mercato delle rinnovabili.
Il concetto innovativo di GridShare: democratizzare l’energia
Il nome stesso dell’azienda rende chiaro l’obiettivo. “Grid” richiama la rete di produzione e distribuzione dell’energia; “share” ne esprime la condivisione. L’idea è superare la logica tradizionale in cui il fotovoltaico è accessibile solo a chi possiede spazio, capitale e condizioni tecniche adeguate.
GridShare si concentra su un modello che permette a molti di partecipare alla produzione di energia rinnovabile, anche senza installare un impianto sul proprio tetto. La democratizzazione dell’energia passa così attraverso la possibilità di investire in parchi solari condivisi, rendendo la transizione energetica più inclusiva.
L’identikit dell’investitore GridShare: famiglie, non fondi
Fin dall’inizio, la startup ha scelto di rivolgersi non ai grandi fondi, ma al mercato retail. Il pubblico ideale è composto da cittadini che vorrebbero partecipare alla produzione fotovoltaica ma che, per ragioni tecniche o burocratiche, non possono installare un impianto domestico.
Le motivazioni più comuni sono note:
- vivere in condominio
- assenza di tetti idonei
- impossibilità di sostenere interventi edilizi
- mancanza di una casa di proprietà
In questo scenario, l’investimento in parchi solari condivisi diventa una risposta concreta. L’utente non acquista un impianto domestico, ma una quota di un impianto industriale già progettato e realizzabile, beneficiando dei ricavi generati dalla vendita dell’energia.
Invertire il paradigma: l’energia da costo a risorsa
L’approccio comunicativo è stato decisivo: smettere di percepire l’energia come unicamente un costo. L’energia può infatti diventare una risorsa economica, capace di generare un rendimento.
I progetti di GridShare si inseriscono in questa logica: permettono di partecipare alla produzione di energia solare in modo semplice, trasformando un elemento della quotidianità (l'energia elettrica) in uno strumento di investimento. È questa inversione di prospettiva che ha attratto i primi investitori e ha permesso alla startup di crescere rapidamente.
Sostenibilità e redditività: un equilibrio possibile
Uno dei nodi centrali del racconto di Antignani riguarda la necessità di bilanciare due esigenze spesso percepite come opposte: sostenibilità ambientale e rendimento economico. Molti investimenti green, infatti, sono vantaggiosi dal punto di vista ambientale ma meno competitivi sotto il profilo economico, o viceversa.
Il modello dei parchi solari condivisi prova a superare questa dicotomia:
- produce energia rinnovabile
- tutela il territorio e favorisce impianti con basso impatto ambientale
- genera rendimenti distribuiti nel tempo
L’equilibrio è possibile solo se il progetto è solido dal punto di vista tecnico e finanziario.
Un rendimento costante e competitivo: cosa significa
Il rendimento promesso non nasce da speculazioni, ma dal ciclo di vita degli impianti fotovoltaici. Un parco solare può produrre per oltre 30 anni, con ricavi legati alla vendita dell’energia a tariffa di mercato o incentivata.
GridShare seleziona solo impianti che hanno già superato le fasi più delicate del processo autorizzativo, in modo da proporre agli investitori progetti:
- realizzabili nel breve periodo
- sostenuti da analisi di fattibilità aggiornate
- con aspettative di rendimento coerenti con i dati di produzione
La costanza del rendimento deriva dalla ripetitività dei ricavi energetici e dalla durata pluridecennale degli impianti.
I criteri di selezione: perché non tutti i progetti vengono scelti
Uno degli aspetti più caratteristici del metodo GridShare è la selezione dei progetti. Solo gli impianti che hanno già superato:
- verifica del sito
- studio di fattibilità tecnico
- valutazioni economiche
- procedure autorizzative
vengono inseriti nella pipeline. L’obiettivo è proposto con chiarezza: non offrire progetti incerti, ma solo quelli che sono pronti alla fase esecutiva.
Da questa selezione emerge anche una forte attenzione alla redditività. Tra i progetti tecnicamente realizzabili vengono scelti solo quelli con potenziali rendimenti competitivi rispetto al mercato.
Il settore di riferimento: impianti tra 2 e 3 MW e mercato incentivato
GridShare si colloca nel segmento degli impianti fotovoltaici di media taglia, tra 2 e 3 MW. È un settore particolare:
- troppo grande per un singolo investitore privato
- non abbastanza grande per attrarre i fondi più strutturati
Proprio per questo rappresenta un terreno ideale per il modello partecipativo. Inoltre, la normativa prevede per molti impianti di questa taglia tariffe di vendita incentivata per 20 anni, elemento che stabilizza i ricavi e contribuisce alla prevedibilità dei ritorni.
La scelta dell’equity crowdfunding
Per rendere accessibile questo modello, GridShare utilizza piattaforme di equity crowdfunding regolamentate. Ciò consente agli investitori retail di partecipare con importi variabili e di diventare soci del veicolo societario che realizza il parco solare.
Questo approccio:
- permette ai cittadini di investire in un impianto reale, identificabile e documentato
- crea un legame diretto tra investitori e progetto
- offre maggiore trasparenza rispetto a strumenti finanziari tradizionali più complessi
- consente la redistribuzione del valore anche a chi non può installare un impianto domestico
Secondo Antignani, l’equity crowdfunding è il mezzo più coerente con la mission iniziale di GridShare: rendere l’energia rinnovabile partecipata, accessibile e comprensibile.
Conclusione
Il racconto del founder evidenzia come il modello GridShare sia nato con un obiettivo preciso: aprire il mondo della produzione energetica a chi, fino a oggi, ne è rimasto ai margini. Il risultato è un sistema di investimento che unisce sostenibilità e rendimento, supportato da una selezione rigorosa dei progetti e da un approccio che parte dalle esigenze del piccolo investitore.
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